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Questo blog racchiude
le pagine di diario scritte da Brian 'Synyster' Foster, uno dei personaggi
che interpreto nel gioco di blog Ordinary
World. Tutto quello che leggerete in questo blog è frutto
di fantasia, l'attrice usata per dare il volto a Brian è Synyster Gates, chitarrista degli Avenged Sevenfold ma naturalmente non ho alcun collegamento con lei.
"Ordinary World" è un Gioco di
Blog (GdB), ovvero un gioco di ruolo che si svolge su un blog.
Questo gioco ha tuttavia una particolarità: se solitamente
nei giochi di blog si sceglie di interpretare un personaggio qui
abbiamo voluto rendere la cosa un po' diversa.
Quando vi iscrivete lo farete con il nome di un appartamento
del condominio "Wayland", in cui potrete far
abitare quanti personaggi vorrete (sempre nei limiti del buon senso);
quando scriverete i post sarete voi a decidere con quale
dei vostri inquilini postare, a seconda di cosa dovete
raccontare o di chi vi ispira di più in quel momento.
Wayland's Park è il nome di un'ala del più grande parco
cittadino di New York: Central Park. Il condominio
in cui si ambienta il gioco prende il nome proprio da questa ala del
parco, poichè vi si affaccia esattamente davanti.
E' un edificio di 12 piani con quattro appartamenti ciascuno indicati
con le lettere A-B-C-D.
Il condominio è dotato di piscina e palestra private, di garages
e lavanderia al piano interrato, nonchè di una terrazza sul
tetto accessibile a tutti i condomìni per feste o semplicemente
per momenti di relax.
Data di Nascita:7 luglio 1983
Età: 24 anni
Descrizione: Brian è il misterioso del gruppo. Alto un metro e ottantasei, pizzetto, capelli corvini e lunghi tanto da sfiorare le spalle, ha imperscrutabili occhi castani. Il suo volto è spesso adombrato da uno dei tanti cappelli che possiede. Il suo stile nel vestire rispecchia quello della musica che ama: il metal. Veste quasi sempre di nero o di bianco e spesso i pantaloni sono tenuti in vita da cinture borchiate. Ha le braccia coperte da tatuaggi ed ha un pearcing al naso. Un ragazzo dalla bellezza rude.
A prima vista può sembrare serio ed inavvicinabile, ma in realtà è un pazzo scatenato. Simpatico, sarcastico, attaccabrighe e schietto.
Studia animazione alla scuola di Arti Visuali a New York, assieme ad Ian e Frank. I tre sono molto legati fra loro da un’amicizia profonda. Disponibile con chi rispetta, acido e scostante con chi non gli ispira fiducia, è impulsivo, ma intelligente.
Possiede numerose chitarre, infatti, la sua passione è la musica e suona splendidamente la chitarra, cosa che ha imparato a fareall’età di dieci anni, grazie a suo padre, cantautore fissato con Elvis Presley. Fuma ed ama bere in compagnia.
Frequenta da circa un anno Michelle, una ragazza trasferitasi a New York per cercare di fare fortuna come modella, si sono conosciuti ad una festa tramite un amico comune e c’è stata subito attrazione, nonostante i due siano giorno e notte, due persone per cui non sembra funzionare neanche la teoria secondo cui gli opposti si attraggono tanto sono incompatibili su certi aspetti fondamentali.
Colore preferito: Nero
Sport preferito: Baseball
Film Preferito: Le ali della libertà
Telefilm Preferito: Dexter
Gruppi preferiti: Metallica, Iron Maiden, Kiss, Elvis Presley
Libro Preferito: On the Road - Kerouac
Sigarette: Marlboro rosse
Portatile:Apple MacBook Pro - [scheda]
Cellulare/ Lettore MP3: iPhone [scheda]
- Un teschio di nome Bert rubato dal laboratorio di scienze del suo vecchio liceo [foto]
- Una collezione di pistole [foto]
- Una collezione di pugnali
[foto]
- Sette chitarre [1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7]
Nicholas Foster - Padre
Nicholas è un uomo alla mano, estroverso, ironico e sempre con la battuta pronta. Questo è il primo lato del suo carattere che è possibile cogliere appena lo si conosce: nasconde però una seconda faccia tagliente e cinica che prende possesso di lui nelle situazioni in cui è necessario. Brian è in questo molto simile a lui, quasi fossero entrambi dotati di una doppia personalità. Nicholas e Sarah sono divorziati ormai da dieci anni, si sento ancora per parlare dei figli, hanno un rapporto civile che spesso però scade nell'indifferenza. Lavora in un piccolo studio di registrazione a Los Angeles, gestendo le produzioni indipendenti di alcune band locali.
Sarah Sylar Foster - Madre
Sarah è una ex alcolista, uscita da questa dipendenza dopo il divorzio dal marito conduce ora una vita che potrebbe definirsi normale. Vive a San Francisco con la sorella minore, dove hanno aperto un negozio di abbigliamento e accessori. E' una donna molto indipendente, legata ai figli a modo suo, li ama entrambi, pur non essendo in realtà molto partecipe e presente nella loro vita, preferendo, forse per egoismo, concentrarsi sulla propria.
Scarlett Foster - Sorella Minore
Scarlett ha 21 anni. E' rimasta incinta a soli 16 anni e ha preso la decisione, con il padre del bambino, di tenerlo e darlo alla luce. I due si sono sposati e hanno divorziato nel giro di soli due anni. Scarlett non ha un dimora fissa, passa da New York a Chicago, andando a volte a San Francisco a trovare la madre; è una ragazza complicata che ha visto rovinata la sua asolescenza a causa del figlio e dell'ex marito che ormai non vede da anni. Indipendente, testarda e arrogante ricorda molto il fratello maggiore in questi aspetti del suo carattere.
Connor Dunn - Nipote
Connor ha 5 anni, nato quando la madre ne aveva solo 16 è un ragazzino che non ha mai avuto la vita facile. Cresciuto tra i continui litigi dei due genitori, con una nonna delusa dalla piega presa dalla vita della figlia e un nonno molto impegnato nel lavoro ha trovato nell zio, Brian, quello che considera forse il suo unico punto saldo nella giostra di persone che gli orbitano intorno. Silenzioso e riservato Connor è un bambino molto educato e coscienzioso che ha imparato ad arrangiarsi già a questa tenera età a causa della mancanza del padre e delle scarse attenzioni della madre.
Appartamento 4A
- Eve
Philips
- Amanda Philips
- Kathleen Philips
Appartamento 4C
- Scarlett Bynes
Appartamento 4D
- Leiandros Nox
- Jared Nox
Appartamento 7A
- Brian
'Synyster' Foster
- Zachary Badley
- Frank
Nowell
Appartamento 7D
- Peter
Harnett
- Jane Holsen
- Melanie Caine
- Pete
e Malanie
Appartamento 8B
- Lenore Cutteridge
- Hayley Cutteridge
Appartamento 9D
- Alexandra Collins
- Jordan Reeves
Appartamento 11D
- Samuel Townsend
Appartamento 12A
- Blaine Foley
- Ian
Foley
Appartamento 12B
- Johnathan Lewis
Appartamento 12C
- Keira Bailey
- Jake
Bailey
- Chris Marshall
Appartamento 12D
- Antea Calliope McDowell
- Mike McDowell
- Alexander Christian McDowell
- Amber McCartey
La compagnia
- In
Good Company
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oggi
marzo 2008
febbraio 2008
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Dieci semplici regole per non passare inosservati
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[03 gennaio 2008]
Non si dica che non sono una persona meticolosa.
Io all'ordine ci tengo, o meglio, tengo alle mie cose e vorrei evitare di lasciare metà della mia roba nel vecchio condominio, le uniche cose che sacrificherei sono i miei coinquilini ma, a quanto dice Ian, se li murassi vivi come avevo intenzione di fare potrei finire nei guai con la legge.
Guai con la legge.
Ma figurati
. Io sostengo che mi darebbero il Nobel per la pace, o una qualche medaglia al valore come quella che si dà ai grandi eroi di guerra che liberano il mondo da pericolosi terroristi o micidiali armi chimiche.
Zacky è notoriamente un terrorista, per quanto riguarda Frank propenderei per l'arma chimica, per la potenziale micidialità delle cazzate che dice, non che il primo sia da meno, comunque: degni compagni, mi chiedo cosa c'entri io in tutto questo...
Ma comunque, controlliamo...
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Imballare le chitarre
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Imballare CD e DVD
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Imballare vestiti
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Imballare cappelli
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Imballare occhiali
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Imballare bandane
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Imballare pistole e coltelli
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Imballare Bert
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Imballare/uccidere Zacky
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Imballare/uccidere Frank
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La mia lista di cose da fare potrebbe considerarsi quasi conclusa, devo solo chiudere Frank nella bara e sigillarla e lasciare che Zacky si uccida chiudendo il tavolo da ping-pong, mi sembra tutto regolare.
Ci stiamo trasferendo: grazie alla suprema intelligenza dei miei due coinquilini che sono andati in giro per il vecchio condominio sparando a dei piccioni che naturalmente avevano prima catturato sul tetto e poi appositamente liberato nella tromba delle scale, siamo stati cacciati di casa, e adesso ci stiamo trasferendo a Wayland, in quel palazzo vicino a Central Park dove già vivono Blaine e Ian, e anche Kath a dire il vero e Antea, e almeno un altra decina di persone che conosciamo che ancora non ci odiano ma che lo faranno presto.
Quello è un bel palazzo, con famiglie, gente per bene, gente che probabilmente impazzirà anche solo a vedere Frank che cerca di caricare la sua bara nell’ascensore: se non mi ci sono ancora abituato io al fatto che dorma in una bara non vedo come possa abituarcisi la gente normale.
E con questo non voglio dire che io non sia normale, tutt’altro, io sono una persona molto equilibrata con passioni particolari, il fatto è che vivo con due psicopatici.
Scarico dal furgone un altro scatolone, le regole sono ferree nessuno dei due deve neanche sognarsi di toccare la mia roba, e quindi è stato deciso che ognuno si occupi delle proprie cose, anche se, ovviamente, in questo momento sono alle prese con la roba di Frank che dopo aver portato su l’appendino con il suo costume da Frankenstein è sparito; per fortuna Ian mi sta dando una mano, un’amico mezzo sano ancora ce l’ho.
“Ma dove diavolo sono quei due deficienti?” sbotta proprio Ian mentre entriamo nella hall mettendoci davanti all’ascensore ed entrando non appena questo arriva; schiacciamo il settimo piano ma ci accorgiamo che l’ascensore è stato chiamato prima al terzo, le porte si aprono e ci ritroviamo davanti una ragazza dai capelli scuri che sorride vedendo tutti gli scatoloni, ma non è questo a cogliere la nostra attenzione, dietro di lei Frank ha appena salutato un ragazzo all’appartamento 3A e adesso ha suonato al 3B spuntando qualcosa da una lista che tiene in mano.
Una donna bionda vestita con uno striminzito abitino lilla apre la porta.
“Buongiorno, sono Frank, nuovo inquilino di questo condominio, ci stiamo trasferendo e ho pensato di passare personalmente a presentarmi per far sapere a tutti che sono il nuovo sovrano di Wayland e che, per qualunque cosa, mi può trovare all’appartamento 7A!” esclama il nostro amico molto convinto mentre la donna lo fissa interdetta “Volevo anche dirle di non preoccuparsi del mio coinquilino con il cappello è grosso e scontroso e probabilmente ha qualche omicidio sulle spalle, almeno di questo siamo convinti io e Zacky, ah Zacky è il terzo coinquilino ma scommetto che lui e Chuck, il suo bonsai, verranno presto a presentarsi, ma comunque ripeto Synyster non ammazza la gente tanto facilmente a meno che lei non gli rompa proprio le palle o a meno che lei non si chiami Frank, o Zacky o Little Mike, ma non credo che lei risponda a nessuno di questi tre nomi!” conclude il pazzo furioso stringendole la mano mentre la donna senza dire niente richiude la porta.
“Frank cosa diavolo stai facendo?” chiedo notando che per fortuna la ragazza di prima ha deciso di prendere le scale.
“Mi presento no? Non sono mica maleducato come te!” risponde lui guardando tutta la roba con cui è carico l’ascensore “Mamma quanti pacchi che avete!”.
“Razza di...idiota...questa è anche roba tua inutile agglomerato di stupidità! I miei scatoloni sono finiti da un pezzo!” ringhio ancora una volta e giuro che sto per ucciderlo, lo giuro.
“Oh, grazie! Allora vi lascio l’ascensore tranquilli! Io vado per le scale!” e detto questo sparisce mentre le porte si chiudono davanti a noi e ricominciamo a salire.
“Quasi quasi, e dico quasi, è meglio vivere con mia sorella...” commenta io.
“Se mi dai Blaine te li cedo volentieri entrambi!” sbotto io, ok Blaine è strana, ok crede del karma anche lei, è convinta e dico realmente convinta che il tizio del quarto piano sia una spia russa, ma non dorme in una bara e non parla con un bonsai, non ancora almeno.
Arriviamo al settimo piano e iniziamo a portare dentro gli scatoloni.
“Hey! Una voce risuona dietro di noi.
“Ciao Pete!” lo saluta Ian e il ragazzo ricambia.
“Vi serve una mano?” chiede vedendo tutta la roba sparsa per il pianerottolo.
“Non ti dico neanche di no visto che ce n’è ancora giù!” rispondo e appoggio a terra la roba per porgergli la mano.
“Pete!” si presenta lui.
“Syn!” dico io e lui mi guarda stupito “Il nome vero è Brian, ma io sono Synyster!” scherzo e lui ride.
Dopo aver portato dentro il tavolo da ping-pong scendiamo un’altra volta e ci ritroviamo tutti e tre davanti al furgone in cui non è rimasta tantissima roba, se non la bara di Frank.
“Io lo uccido!” borbotto.
“Frank ok, ma Zacky dov’è?” chiede Ian salendo e prendendo un lato della bara mentre io e Pete prendiamo l’altro cercando di tirarla giù senza romperla.
Non la romperei mai, mi sono ripromesso di seppellirci quell’idiota di Frank in questa bara, non in un’altra, ma in questa che mi ha fatto dannare così tanto.
“Zacky potrebbe essere uno con un bonsai?” si informa Pete mentre ci incamminiamo dentro il condominio.
“Sì, direi di sì...” sospiro sconsolato.
“No perchè era con Blaine prima, li ho visti su in terrazza che ero andato a recuperare una cosa... erano seduti per terra e stavano parlando di venti propizi alla meditazione, che ne so tipo se fare aria con il Phon in bagno equivale al vento caldo chiamato Phon o qualcosa di simile...” spiega Pete e io e Ian ci scambiamo un’occhiata.
“Te la puoi pure tenere tua sorella, mi rimangio quanto detto!” commentò io mentre ci fermaimo davanti all’ascensore, fissandolo, forse cercando di capire come farci entrare la bara.
“AAAAAAAAA ma allora venite davvero a vivere qui!” esclama qualcuno uscendo dalla palestra e vedo Amanda con un’altra ragazza più alta di lei che si avvicinano.
“Ciao Mand!” la saluto “Sì a quanto pare ci trasferiamo...io di sicuro gli altri due dipende se mi sopravvivono!” rispondo.
“Ma allora dorme davvero in una bara...non lo dicevate per spaventarmi!” commenta lei vedendo quello che stiamo trasportando.
“Chi è che dorme dove?” chiede la ragazza che è con lei scioccata.
“Frank! Mi sa che non l’hai mai conosciuto Frank, ma comunque dorme nella bara!” le spiega Mandy che poi ci guarda “Comunque non entra in ascensore secondo me...a che piano state?”
“Settimo...” rispondo io sconsolato, perchè Amanda ha ragione, ce la dobbiamo portare su a piedi...
Le bare pesano ve lo assicuro, non offritevi mai di trasportarne una a meno che non vi sentiate in colpa perchè siete stati voi ad uccidere il poveretto, beh in quel caso fatelo pure, io sto trasportando quella di Frank solo per questo motivo, perchè so benissimo che sarò io ad ucciderlo, un giorno, e quindi trasporto la bara solo per questo.
Neanche a dirlo sembra che tutti gli inquilini di Wayland abbiano deciso di uscire dai loro appartamenti adesso per vedere me, Ian e Pete che arranchiamo per le scale con una bara: qui la cosa parte già male.
Ci guardano come se fossimo alieni, e non è che possa dare loro torto, cosa faccio? Mi fermo sorrido e dico ‘Hey non è per un morto ma ci dorme solo il mio coinquilino?’
Peggiorerei la situazione, quindi me ne sto zitto e porto su questa cosa fin dentro a casa appoggiandola nella camera scelta da Frank.
“Ci vuole una birra!” dice Ian e si dirige verso la nostra cucina, è vero la casa è ancora un disastro ma la prima cosa che abbiamo attaccato è stato il frigo per mettere in fresco la birra: ho dei principi nella vita, so quali sono le mie priorità.
***
“Ma no! Ma assolutamente no! Se dico a destra vuol dire a sinistra!” esclama Blaine che se ne sta a gambe incrociate sul tavolo da ping-pong con un enorme sacchetto di caramelle gommose in mano.
Io e Ian stiamo spostando mobili da stamattina alle 11, ok non è propriamente presto per la gente normale ma per me è come dire l’alba quindi sono abbastanza fiero di tutto il nostro lavoro.
Sono anche fiero del fatto che non ho ancora ucciso Blaine che sta dando indicazioni, per altro sbagliate, o inutili da mezzora a questa parte, confondendo la destra con la sinistra, il centro del soggiorno con la porta del bagno, e non chiedetemi come sia possibile, oppure mettendosi sul balcone a parlare con i piccioni cercando di spiegare loro che d’ora in poi sarà pericoloso venire nel nostro terrazzo visti i precedenti nell’altro condominio.
Blaine è pazza e per questo preferisco non contraddirla, di solito, ma quando è troppo è troppo.
Mollo il divano di scatto mettendomi dritto ignorando le imprecazioni di Ian che credo si sia schiacciato un numero imprecisato di dita a causa del mio gesto, porto le mani sui fianchi e la fisso.
“Se non la pianti ti ritrovi sulla mensola a fare compagnia a Bert!” tuono senza mezzi termini mentre lei srotolola una rotella di liquirizia tenendola tra i denti e guardandomi con aria vagamente di sfida.
“Ci guadagneresti, il mio è un gran bel cranio!” mi risponde agitando la liquerizia in aria come se fosse una specie di frusta.
“Non provocarlo Blaine, sai che palle poi dover venire a parlare con la tua testa mozzata in casa di Syn quando devo chiederti qualcosa?” dice Ian mentre mi giro a tirargli un’occhiataccia, non so neanche io perchè e lui borbotta qualcosa andando in cucina.
“Sul serio devi darti una calmata sei sempre così teso! Insomma uno che vive con Zacky dovrebbe avere un certo equilibrio karmico secondo me...” continua Blaine assaggiando una caramella dall’orrido colorito blu puffo e facendo una faccia schifata gettandola poi fuori dalla finestra.
“Da uno che vive con Zacky ci si aspetta due cose: suicidio o omicidio, e io propendo di più per il secondo!” rispondo lasciandomi cadere sul divano che ora sta a metà del soggiorno senza una degna collocazione.
“Sei troppo cattivo con Zacky!” sostiene lei frugando nel solito sacchetto di caramelle “Vuoi?” mi chiede poi.
“Liquerizia...” rispondo io mentre me ne lancia un paio che metto in bocca tutte assieme.
Scende un attimo di silenzio.
“E’ piaciuto il regalo alla Barb...a Michelle?” mi chiede poi mentre non riesco a non buttare per un attimo gli occhi al cielo.
Ok, mi sembra sia chiaro che Michelle non piace a nessuno, neanche a me...tranne che a me! Cazzo volevo dire tranne che a me. Michelle è pazzesca, ok magari non è una cima, ma è pazzesca, no?
“Sì...” rispondo pensando a quella borsa rosa per il suo cane che ho comprato reprimendo i conati di vomito, “La teoria del ‘quello che non piace a te la farà impazzire’ ha funzionato...” continuo.
Blaine è l’opposto di Michelle, Blaine è quella con cui vale la pena di parlare delle cose che contano, diciamo che con Michelle forse la parte delle chiacchiere è meglio saltarla; mi sento stronzo a volte non lo nego, ma se lei non si lamenta perchè dovrei farmi dei problemi io?
“Bene, la prossima volta le compriamo direttamente il cd di Parsi Hilton, ti va?” dice e non riesco a non mettermi a ridere.
“Dove lo mettiamo ‘sto divano?” chiedo poi cercando di sembrare serio.
“Te l’ho detto a destra...” risponde lei.
“Sì ma hai anche detto che con destra intendevi sinistra...” ribatto.
“Oh, non lo sai che oggi è la giornata dei contrari?” dice stupita.
“E questo chi l’ha deciso?” mi informo.
“Frank ovviamente! Lui regna quindi è lui che decide le feste nazionali, no?” esclama come se stesse affermando l’ovvio.
“Giusto, sua maestà, stupido io che te l’ho chiesto...” dico tra me e me mentre Ian torna con un po’ di birre.
“Allora il divano?” chiede esasperato, non nego che lo sto sfruttando non poco utlimamente.
“Se lo giriamo un po’ per me ci siamo...tanto poi Frank mentre è sonnambulo lo sposta di sicuro...lo fa sempre...” commento.
“Frank fa finta di essere sonnambulo!” statuisce Blaine “Ne sono certa! Non ne ho le prove ma prima o poi lo dimostrerò!”
“Spero per lui di no! Altrimenti la sua condanna a morte si aggrava!” dico ricordando tutte le idiozie fatte da quello adducendo la scusa del sonnambulismo.
“Io lo proverò!” esclama Blaine mettendosi in piedi sul tavolo da ping-pong “Ricordatevi queste parole!” aggiunge con fare profetico, prima di lanciare altre due caramelle, probabilmente schifose, fuori dalla finestra.
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